Software house: sei fornitore ai sensi dell’AI Act e forse non lo sai

Hai costruito un prodotto attorno a un modello e lo vendi col tuo marchio? Allora gli obblighi pesanti sono tuoi, non di chi ti fornisce l’API. Cosa devi mettere in ordine.

Di Super Squalo·4 min lettura·
Nota. L'AI Act si muove: il Digital Omnibus di luglio 2026 ha già cambiato date e obblighi. Tengo aggiornate queste pagine, ma se leggi a distanza di mesi verifica sempre la versione consolidata del regolamento. In dubbio, scrivimi.

Questa pagina è per chi sviluppa. Se hai preso un modello via API, ci hai costruito sopra un prodotto, gli hai dato un nome e lo vendi ai clienti, c'è una cosa che devi sapere: secondo l'AI Act, il fornitore sei tu. Non OpenAI, non Google, non Anthropic. Tu.

È il passaggio che nel 2024 e nel 2025 è sfuggito a mezzo mercato italiano, e che adesso comincia a presentare il conto.

Quando si diventa fornitore

Il regolamento definisce fornitore chi sviluppa un sistema di IA, o lo fa sviluppare, e lo immette sul mercato o lo mette in servizio con il proprio nome o marchio.

E prevede espressamente che un deployer o un altro soggetto diventi fornitore quando: appone il proprio nome o marchio su un sistema già sul mercato; apporta una modifica sostanziale a un sistema; oppure ne modifica la finalità prevista portandolo in un ambito ad alto rischio.

Il classico caso italiano: prendi un modello linguistico, aggiungi il tuo prompt di sistema, ci colleghi la base documentale del cliente, chiami tutto "Assistente [NomeAzienda]" e lo vendi in abbonamento. Sei fornitore.

Cosa cambia, in concreto

Se il tuo prodotto non ricade nell'alto rischio — ed è il caso più comune — gli obblighi restano gestibili. Il principale, dal 2 agosto 2026, è la trasparenza dell'articolo 50: se il sistema interagisce con le persone deve dichiararsi, e se genera contenuti sintetici devono essere marcati in formato leggibile da macchina.

Quella marcatura è responsabilità tua in quanto fornitore. Se il tuo prodotto genera testi, immagini o audio e li restituisce senza alcun segnale tecnico, hai un lavoro da fare, e la scadenza per i sistemi immessi prima del 2 agosto 2026 è il 2 dicembre 2026.

Se invece il tuo prodotto finisce nell'Allegato III — screening dei CV, scoring creditizio, valutazione di studenti, accesso a servizi essenziali — il pacchetto è completo: gestione dei rischi, governance dei dati, documentazione tecnica, log, accuratezza, robustezza, cibersicurezza, sorveglianza umana progettata, istruzioni per l'uso, valutazione di conformità, registrazione. Applicabile dal 2 dicembre 2027.

La registrazione anche se pensi di essere fuori

Dettaglio introdotto dal Digital Omnibus e spesso ignorato: è stata ripristinata la registrazione nella banca dati UE anche per i fornitori che ritengono che il proprio sistema non sia ad alto rischio.

Tradotto: l'autoclassificazione fuori dall'Allegato III non è più una decisione da tenere nel cassetto. Va motivata e dichiarata. Se stai per convincerti che il tuo prodotto di people analytics non valuta le persone, scrivi il perché — perché qualcuno un giorno lo leggerà.

Il rapporto a monte: cosa puoi pretendere

Sei fornitore a valle rispetto a chi ti dà il modello. E chi fornisce un GPAI ha, dal 2 agosto 2025, l'obbligo di mettere a disposizione dei fornitori a valle le informazioni necessarie per comprendere capacità e limiti del modello e per adempiere ai propri obblighi.

Usalo. Chiedi documentazione tecnica, limiti dichiarati, politica sul copyright e sui dati di addestramento. Ti serve per costruire le tue istruzioni per l'uso, che sono l'atto con cui trasferisci al cliente le condizioni corrette di impiego.

Il rapporto a valle: le istruzioni per l'uso

È il documento più sottovalutato dell'intera catena. Le istruzioni per l'uso definiscono la finalità prevista del sistema, i limiti, le condizioni d'impiego, cosa deve fare l'operatore umano.

Servono a due cose: rendere conforme il tuo cliente e delimitare la tua responsabilità. Se il cliente usa il sistema fuori dalla finalità prevista, la posizione giuridica cambia — e se ne modifica in modo sostanziale il funzionamento, diventa lui il fornitore.

Scrivile bene. Sono l'unico documento che, in un contenzioso, spiega dove finisce il tuo prodotto e dove comincia l'uso che ne è stato fatto.

E il codice penale

Con i decreti attuativi approvati il 4 agosto 2026 è entrato l'articolo 437-bis del codice penale: omessa adozione di misure di sicurezza relative ai sistemi di IA ad alto rischio e loro alterazione illecita. Per chi sviluppa sistemi destinati a quegli ambiti, la sicurezza smette di essere una voce di backlog.

Una nota personale

Io di mestiere costruisco sistemi IA privati per studi professionali e piccole imprese italiane. Non vendo corsi e non vendo pacchetti di conformità da 4.000 euro con la copertina lucida. I regolamenti li leggo perché mi tocca, e li racconto come li ho capiti. Se hai una domanda, sul gruppo Telegram di Super Squalo (t.me/Squalogruppo) si discute di questa roba ogni giorno, e si risponde gratis.

Se ci metti il tuo marchio sopra, ci metti anche il tuo nome sotto. È tutto qui il salto da utilizzatore a fornitore.

Domande frequenti

Usare un'API mi rende fornitore?

Usarla internamente no. Costruirci sopra un sistema che immetti sul mercato o metti in servizio con il tuo nome o marchio, sì.

Cosa conta come modifica sostanziale?

Un intervento che cambia in modo significativo il funzionamento o la conformità del sistema rispetto a quanto previsto dal fornitore originario, o che ne sposta la finalità verso un ambito ad alto rischio.

Devo registrarmi nella banca dati UE?

Per i sistemi ad alto rischio la registrazione è prevista, e il Digital Omnibus l'ha ripristinata anche per i fornitori che ritengono che il proprio sistema non sia ad alto rischio, con motivazione della valutazione.

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