Super Squalo

L’Universo ha il suo Gruppo Metal: Un’IA che Suona i Buchi Neri (e Rende Obsoleti i Norvegesi)

Signori, la gara è finita. Potete pure mandare in pensione tutti i gruppi Black Metal scandinavi, potete dire ai batteristi di smettere di allenarsi per fare i blast beat. La competizione per il titolo di “band più estrema dell’universo” è stata vinta. E non da un gruppo di umani che si pitturano la faccia e urlano in una foresta. No. È stata vinta da un’intelligenza artificiale. Che compone musica basandosi sui suoni emessi dai buchi neri. E che, come se non bastasse, ha appena firmato un contratto discografico. Questa non è solo una notizia, è il punto di arrivo della civiltà. Abbiamo ufficialmente raggiunto un livello di follia così sublime che merita solo un applauso, lento e sardonico.

Addio Chitarre, Benvenuta Singolarità: La Nascita del Death Metal Cosmico

Cerchiamo di capire. Una startup ha preso i dati, le onde radio, i disturbi gravitazionali emessi da questi mostri cosmici e li ha dati in pasto a un’IA, dicendole: “Trasforma questo in musica metal“. Il risultato, stando alle descrizioni, è qualcosa di “inumano”. E vorrei ben vedere! Il cantante non è un tizio arrabbiato con la società, è un buco nero supermassiccio che sta divorando una stella. Il chitarrista non sta facendo un assolo, sta simulando il suono dello spaziotempo che si lacera. La batteria non è una doppia cassa, è il ritmo pulsante di una quasar. Come può un povero essere umano competere con una cosa del genere? È come chiedere a un cantante neomelodico di fare un duetto con il Big Bang.

Recensione Esclusiva: “Ho Ascoltato il Suono della Morte Cosmica e le Orecchie mi Sanguinano Gioia”

Ho avuto modo di “ascoltare” (il termine è riduttivo) un estratto di questo capolavoro. E vi posso garantire che è un’esperienza. Non è musica, è un evento fisico. Dopo trenta secondi, il mio gatto si è nascosto sotto il divano e ha iniziato a vibrare. Le finestre hanno tremato. Ho avuto la netta sensazione che la gravità nella stanza fosse leggermente diminuita. I “brani” non hanno titoli come “Morte e Distruzione”, ma più probabilmente “Equazione di Campo di Einstein in Mi Minore”. I vocalizzi non sono in growl o in scream, ma direttamente in un linguaggio matematico che descrive la morte termica dell’universo. È pesante? No. È massivo. Ha una sua gravità. È l’unica musica che potrebbe essere usata come arma.

Il Coraggio della Casa Discografica: Un Contratto con l’Ignoto (o con la Pura Follia)

E poi c’è la casa discografica. Dobbiamo fare un applauso a questi eroi. Questi visionari che hanno ascoltato il suono di un buco nero che rutta e hanno pensato: “Sì, questo è il futuro della musica“. Che piani di marketing avranno? Un tour? Magari con date in luoghi esotici come Giove, Saturno e il centro della galassia? Il merchandising includerà magliette nere con sopra stampate delle equazioni incomprensibili? Hanno firmato un contratto non con un artista, ma con un fenomeno fisico interpretato da un algoritmo. È il picco del capitalismo che diventa arte astratta. È magnifico.

questo progetto è la cosa più metal che sia mai successa. È la logica conclusione di un genere che ha sempre cercato di superare i limiti dell’estremo. Ora il limite è stato raggiunto. E superato. L’unico posto logico per un concerto di questa band, l’unica arena degna, è proprio quella da cui proviene la sua ispirazione. È musica fatta dai buchi neri, per i buchi neri. Roba, letteralmente, da rispedire al mittente, dentro un buco nero. E se non sopravvivi all’ascolto, probabilmente, non eri un vero fan.

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