Meta vuole i tuoi post Instagram per addestrare l'IA. Ecco come fregarli.

Maggio 2024: Meta annuncia che userà i contenuti pubblici di Facebook e Instagram per addestrare i suoi modelli IA. L'Europa si è incazzata, Meta ha messo un opt-out nascosto in trentasette click. Ecco come trovarlo, e cosa fare se la tua azienda ha pagine social.

Di Super Squalo·4 min lettura

Maggio 2024. Meta annuncia che userà i contenuti pubblici di Facebook e Instagram per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale. Tutti i tuoi post pubblici, le tue foto, i tuoi commenti, le didascalie, i reel: roba che dai gratis a Mark Zuckerberg da quindici anni, adesso diventerà cervello dell'IA Meta.

L'Europa si è incazzata. Le autorità garanti di mezzo continente hanno aperto procedure. Meta è stata costretta a permettere l'opt-out, cioè un modulo dove dici "non voglio che usate i miei dati". Solo che il modulo te lo hanno nascosto in trentasette click di profondità e ti chiedono di motivare la richiesta. Geniale, no?

Risultato: pochissimi italiani hanno fatto l'opt-out. Tutti gli altri continuano a postare. Tutti i tuoi post di anni — quella foto al matrimonio, quel commento idiota nel 2017, il reel imbarazzante della cugina — finiranno a essere processati per addestrare un'IA che poi Meta venderà alle aziende, ai governi, e a chissà chi.

"Eh ma sono post pubblici"

Eccolo, il classico ragionamento del "tanto chi se ne frega". Hai ragione su una cosa: sono pubblici, qualunque persona li può vedere oggi. Ma c'è differenza enorme tra "una persona li può vedere" e "un'azienda li elabora insieme ad altri tre miliardi di post per costruire un sistema che genera contenuti commerciali".

È come paragonare un amico che guarda dalla finestra al vicino che monta una telecamera puntata su di te 24 ore al giorno, registra tutto, e poi vende le registrazioni in pacchetti agli inserzionisti.

Le tue foto pubbliche di Instagram aziendale — di clienti, prodotti, eventi — finiranno nel dataset. Le caratteristiche dei tuoi clienti riconoscibili nelle foto. I tuoi prodotti riconoscibili. La tua identità visiva. Tutto questo serve a Meta per costruire IA che poi vende ai tuoi competitor.

Come fare l'opt-out (a grandi linee)

Il modulo cambia nome e posto ogni due mesi, perché Meta ha capito che più lo nasconde meno persone lo trovano. Le istruzioni precise di oggi sono qui di seguito, ma se Meta le sposta, cerca su Google "opt out Meta IA addestramento" e troverai aggiornamenti.

Su Facebook (browser, non app)

  1. Vai sul tuo profilo, settings & privacy, settings.
  2. Cerca la sezione "Privacy Center" o "Centro per la privacy".
  3. Cerca "Generative AI" o "IA generativa".
  4. Trova la voce relativa al diritto di opporsi all'uso dei dati per addestramento (in italiano spesso scritta "Diritto di opporsi al trattamento") .
  5. Compila il modulo. Meta chiede ridicolmente "spiega come questo trattamento ti danneggia". Scrivi: "non desidero che i miei dati personali siano utilizzati per addestrare modelli di intelligenza artificiale, ai sensi del GDPR articolo 21". Stop. Non spiegare oltre.
  6. Conferma email.

Su Instagram

Stessa cosa, dal browser desktop, andando in impostazioni privacy. La voce specifica si trova solitamente nel "Centro per la privacy" o cercando "AI" nella ricerca delle impostazioni.

Per le aziende: il problema è più serio

Se hai un'azienda con pagina Facebook e profilo Instagram aziendale, l'opt-out personale non basta. Devi pensare a:

Foto dei dipendenti. Se nelle tue foto Instagram ci sono dipendenti riconoscibili, il loro consenso al trattamento dei loro dati biometrici per addestramento IA serve. Il GDPR su questo è chiaro: serve consenso esplicito, non si può presumere dal contratto di lavoro. La maggior parte delle aziende italiane non l'ha mai chiesto. Sai cosa vuol dire questo? Che potenzialmente sei in violazione già ora.

Foto di clienti o eventi. Se hai pubblicato foto di clienti o partecipanti a eventi senza un consenso che includesse l'uso "anche per addestramento di sistemi automatizzati", probabilmente non sei coperto.

Foto di prodotti riservati. Hai mai pubblicato un teaser, un prodotto in sviluppo, un dietro le quinte? Quel materiale finisce nel dataset Meta. La concorrenza può ricavarci insight.

Cosa stanno facendo i furbi

I miei clienti più attenti stanno facendo tre cose, in quest'ordine:

Uno. Audit retroattivo. Andare a vedere cosa è già pubblicato, identificare contenuti delicati, capire cosa togliere o trasformare in privato.

Due. Nuova policy per il futuro. Decidere cosa va sui social pubblici Meta e cosa no. La parola d'ordine: "se finirà in un dataset Meta vorrei che lo facesse?".

Tre. Diversificazione canali. Stanno spostando una parte di comunicazione su canali dove i contenuti restano dentro casa: newsletter, sito proprio, gruppo Telegram, server Discord. Meta resta come vetrina, non come unico contenitore.

Una cosa, prima di chiudere

Non sto dicendo "togliti da Facebook e Instagram". Sarebbe sbagliato. Per la maggior parte dei business italiani Meta è ancora il canale numero uno per acquisire clienti. Sto dicendo: sappi cosa stai dando in cambio. Quando capisci il prezzo, decidi consapevolmente. Quando non lo capisci, paghi senza accorgertene.

Per oggi: vai a fare l'opt-out personale. Cinque minuti. Domani fai un audit retrospettivo della tua pagina aziendale. La settimana prossima decidi una policy nuova.

Tre passi. Si fanno tutti e tre senza spendere un centesimo. La differenza la fanno solo le persone che hanno la testa sul collo.

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