Allarme gameslop: l'IA inonda Steam di videogiochi spazzatura?

BCG lancia allarme gameslop: 20% dei nuovi giochi Steam sfrutta IA generativa. Ma la spazzatura videoludica esiste dai tempi di Flash. L'IA è solo più veloce.

Di Super Squalo·3 min lettura·

Mettete pure giù il caffè. Oggi parliamo di una di quelle ricerche di mercato che fotografano il nulla cosmico spacciandolo per un'epifania epocale. Il prestigioso Boston Consulting Group (BCG) ha pubblicato un report sul mondo dei videogiochi che sta facendo tremare gli analisti. Secondo i loro dati, il 20% dei nuovi giochi su Steam sfrutta l'IA generativa. E qual è il grande dramma? Il rischio concreto che il mercato venga inondato dal cosiddetto «gameslop», ovvero una marea di titoli in serie, fotocopia, a bassissima qualità, che renderà la selezione dei contenuti un'impresa titanica.

E la mia reazione è una risata clamorosa. Sentire gli esperti lanciare l'allarme sulla «proliferazione di giochi stupidi e inutili» nel 2026, attribuendo la colpa all'intelligenza artificiale, è l'equivalente di entrare in una discarica municipale e lamentarsi perché qualcuno ha buttato una buccia di banana per terra. L'industria del gaming è invasa da immondizia digitale da decenni, ma a quanto pare fa più effetto se i pixel li scrive un algoritmo.

La nostalgia selettiva: l'era dei giochi Flash e dei primi disastri digitali

Smettiamola di fare i puristi dell'oro colato. Chiunque abbia più di vent'anni si ricorda perfettamente che internet è sempre stato il paradiso della spazzatura videoludica. Negli anni Duemila, interi pomeriggi venivano sacrificati sui portali di giochi in Flash. Migliaia di giochini tutti uguali, programmati in cinque minuti in uno scantinato, dove l'unica attività richiesta era cliccare freneticamente su un pinguino o far saltare un pupazzo da un dirupo. Era robaccia? Assolutamente sì. Eppure la chiamavamo «epoca d'oro di internet». Il mercato è sempre stato saturo di tentativi maldestri e prodotti fatti solo per monetizzare due banner pubblicitari. L'unica differenza è che all'epoca non c'era un report di BCG a spiegarci che stavamo perdendo tempo con delle emerite stupidaggini.

L'invasione mobile: i «fattori» e i giochi fotocopia che ci hanno svuotato il cervello

Se poi passiamo al capitolo smartphone, la situazione diventa ancora più imbarazzante per chi oggi grida allo scandalo dell'IA. Da quindici anni i vari store Apple e Google sono un immenso cimitero di cloni. Quanti giochi di fattorie virtuali abbiamo dovuto sopportare? Quanti giochi in cui l'unica dinamica era piantare pomodori digitali e aspettare dodici ore, o pagare due euro per accelerare i tempi? Per non parlare dei cloni di Candy Crush, dei giochi di strategia tutti uguali con l'icona del guerriero che urla di profilo, o di quella marea di casual game pubblicitari progettati intenzionalmente per essere irritanti e stupidi. Il «gameslop» lo abbiamo inventato noi umani, con il nostro portafogli e la nostra pigrizia intellettuale. Le multinazionali del gaming mobile hanno fatturato miliardi vendendo fuffa seriale a bassa qualità. Dov'erano gli analisti allora?

L'IA non inventa la spazzatura, la rende solo più veloce ed economica

Il vero punto di svolta che il report BCG non ha il coraggio di ammettere è che l'IA non sta creando un problema nuovo: sta solo ottimizzando un processo esistente. Se prima per creare un gioco spazzatura, fare un «asset flip» su Steam e cercare di truffare qualche utente servivano due settimane di copia-incolla manuale, oggi con i modelli generativi bastano due pomeriggi e qualche prompt ben scritto. L'IA democratizza la produzione, anche quella della spazzatura.

Ma la responsabilità finale non è della tecnologia. La responsabilità è delle piattaforme come Steam, che per anni hanno tollerato qualsiasi tipo di immondizia pur di trattenere una percentuale sulle transazioni, e degli utenti che continuano a dare attenzione a prodotti mediocri. L'IA è uno specchio: se il mercato chiede intrattenimento usa e getta, a basso costo e senza anima, l'IA produrrà esattamente quello. Non è l'algoritmo che sta distruggendo il gaming; è il mercato che ha legalizzato la fuffa molto prima dell'arrivo di ChatGPT.

In conclusione, non c'è nessun allarme da lanciare. La cura e la selezione dei contenuti sono sempre state fondamentali. Continueremo a scartare i giochi fotocopia per cercare i veri capolavori, esattamente come facevamo vent'anni fa tra i siti Flash e dieci anni fa sugli store mobile. La spazzatura cambierà semplicemente firma, passando dalle mani di un programmatore pigro ai server di una scheda video. Ma tranquilli, sopravviveremo anche a questa ondata.

Hai un dubbio? Vieni a parlarne.

Gruppo Telegram aperto. Domande, opinioni, casi vissuti. Senza venditori e senza spam. Per consulenza personale o caso aziendale, usa il pulsante consulenza.