Super Squalo

La Nuova Genialata dell’Europa: Tassare il Futuro per Finanziare la Burocrazia

Mettetevi comodi e preparatevi ad assistere all’ultimo capolavoro del teatro dell’assurdo di Bruxelles: l’Unione Europea vuole tassare i profitti dei colossi tecnologici per “finanziare l’innovazione”. Avete letto bene.

L’istituzione che si muove con la velocità e l’agilità di un iceberg ha deciso di diventare il grande mecenate del futuro. Questa non è una proposta, è la diagnosi di una malattia terminale: l’irrilevanza. È il disperato tentativo di chi è rimasto indietro di mettere un guinzaglio a chi corre veloce, sperando di ricavarci pure qualche spicciolo.

L’Illusione di Robin Hood: Togliere ai Ricchi (per dare a chi?)

L’idea, venduta con un marketing degno di una televendita, è semplice e seducente: prendiamo i soldi dai giganti cattivi e li usiamo per fare cose belle. Un Robin Hood 2.0 in giacca e cravatta. Peccato che si siano dimenticati di leggere il resto della storia. Pensate davvero che queste aziende, macchine da profitto spietate, si limiteranno a pagare sospirando? Ingenui.

Questa tassa non la pagheranno loro. La pagheremo noi. Si tradurrà istantaneamente in un aumento dei costi per i servizi che usiamo ogni giorno. La pagheranno le piccole e medie imprese italiane che usano le loro piattaforme per farsi pubblicità, vedendo i prezzi lievitare. È un capolavoro di autolesionismo: l’Europa che, per finanziare la sua “innovazione”, mette una tassa occulta sui suoi stessi cittadini e sulle sue stesse aziende. Non è una tassa sui profitti, è un pizzo di stato sul progresso.

Il Buco Nero della Burocrazia: Dove Finiranno Davvero i Soldi

E ora la parte più divertente: il fondo per l’innovazione. Immaginiamo il viaggio di questi soldi. Un euro viene prelevato dal conto di un’azienda tecnologica. Da lì inizia un’odissea burocratica che farebbe impallidire Ulisse.

Passa attraverso comitati, sottocomitati, commissioni di valutazione, studi di fattibilità, bandi, allegati, e consulenti strapagati. Dopo mesi, forse anni, di questo frullatore burocratico, di quell’euro iniziale forse dieci centesimi arriveranno a destinazione. Il resto? Evaporato. Inghiottito dal sistema stesso che doveva distribuirlo.

Non stanno creando un fondo per l’innovazione. Stanno creando centinaia di nuovi posti di lavoro per burocrati la cui unica funzione sarà gestire i soldi destinati (in teoria) all’innovazione. Stanno finanziando la macchina, non il risultato.

Innovazione di Stato: L’Ossimoro che Dovrebbe Farci Paura

E qui arriva il colpo di grazia. Chi deciderà quale progetto è “innovativo” e merita i fondi? Un gruppo di funzionari nominati politicamente che probabilmente ha scoperto l’esistenza delle app nel 2018? L’innovazione, quella vera, è caotica, imprevedibile, spesso volgare e nasce nei garage, non nelle sale riunioni di Bruxelles. Nasce da chi non chiede il permesso, da chi rompe le regole.

Questo sistema non premierà le idee migliori, ma i progetti con le carte più in regola. Premierà i “professionisti dei bandi“, non i visionari. Creerà un’intera generazione di “innovatori da sussidio”, bravissimi a compilare moduli e a fare presentazioni in PowerPoint, ma incapaci di creare un prodotto che il mercato voglia davvero. È il modo più sicuro per uccidere l’innovazione vera, annegandola in un mare di mediocrità approvata dal governo.

Caei i miei squaletti, questa proposta non è un piano per il futuro. È una bandiera bianca. È la confessione di un continente che, non sapendo come creare i propri campioni tecnologici, decide di mungere quelli degli altri. È una tassa sulla modernità per finanziare la nostalgia. E come al solito, il conto lo pagheremo noi.

#SuperSqualo #SqualoAnalisi #UnioneEuropea #TassaDigitale #BigTech #Innovazione #Burocrazia #FuffaEuropea #TantoPoiPaghiamoNoi #RobinHoodAlContrario #Tasse #Economia #Politica #Fisco #LiberoMercatoUnCorno #InnovazioneDiStato #Bruxelles #TassaSuiServizi #Pagliacciate

Lascia un commento

Layer 1