
Le agenzie battono la notizia, i mercati tremano, i politici europei si stracciano le vesti. Sono arrivati i dazi di Trump. Il 15% sulle nostre merci.
L’attacco! L’ingiustizia! Il bullo che se la prende con i partner storici!
E mentre tutti si affannano a recitare questo copione, io vi chiedo di fare un respiro e di guardare la scena da un’altra prospettiva. E se vi dicessi che questa non è una mossa folle, ma un capolavoro di strategia predatoria?
E se il problema non fosse lui, ma noi? Smettetela di guardare il dito (Trump) e iniziate a guardare la luna: la nostra patetica, cronica e suicida dipendenza da un impero pieno di debiti che, semplicemente, ha deciso di passare alla cassa.
L’Impero del Debito e la Logica del Predatore
Non attaccherò Trump. Anzi, per un attimo, proviamo ad ammirarne la spietata lucidità. Immaginatelo non come un politico, ma come l’amministratore delegato di “America SpA”, una società gigantesca, potentissima, ma con un buco di bilancio spaventoso.
Questo AD guarda il mappamondo e cosa vede? Vede un continente, l’Europa, ricco, benestante, ma frammentato, lento, indeciso e completamente dipendente dai suoi prodotti e dalla sua protezione militare. Cosa fareste voi, al posto suo? Esatto. Iniziereste a spremere il vostro cliente più ricco e più debole. Non è una questione di amicizia o di lealtà. È una questione di sopravvivenza.
Trump sta semplicemente trattando l’Europa per quello che è diventata: una colonia di lusso, un vassallo ricco a cui presentare il conto. E fa bene.
Il Paradiso dei Vassalli: Come Abbiamo Passato 50 Anni a Scavarci la Fossa
La nostra indignazione di oggi è il frutto della nostra pigrizia di ieri. Per mezzo secolo abbiamo vissuto una vita meravigliosa sotto l’ombrello americano. Abbiamo lasciato che loro si occupassero della nostra difesa, abbiamo costruito la nostra intera infrastruttura digitale sulla loro tecnologia, abbiamo adottato la loro cultura e i loro modelli di business.
Ci siamo seduti comodi, ci siamo ingrassati, e abbiamo dimenticato come si sta al mondo da soli. Abbiamo felicemente esternalizzato la nostra sovranità in cambio di pace e prosperità. E ora che il padrone di casa, sommerso dai debiti, ha deciso di alzare l’affitto, noi ci offendiamo. Ci stupiamo. Ma di cosa ci stupiamo? Di pagare il prezzo della nostra stessa, volontaria, sottomissione?
Il Grande Bluff dell’Unione Europea: Uniti per il Formaggio, Divisi per la Sopravvivenza
E vi prego, non iniziamo con la favola dell’ “Unione Europea”. L’UE è un capolavoro per regolare la curvatura delle banane e per proteggere le denominazioni di origine dei formaggi.
Ma quando arriva una crisi strategica, quando c’è da prendere una decisione come blocco unico e potente, torniamo a essere quello che siamo sempre stati: 27 staterelli spaventati, ognuno che cerca di negoziare un accordo sottobanco per salvare la propria piccola, insignificante, fetta di mercato.
Non esiste una politica tecnologica europea. Non esiste una strategia di difesa comune. Esiste solo un mercato, un grande supermercato dove tutti vendono i loro prodotti, ma che non ha un servizio di sicurezza all’ingresso. E Trump, semplicemente, ha deciso di entrare e di servirsi da solo.
Non è più il 1995: Abbiamo le Armi, ma ci Rifiutiamo di Combattere
Ecco la parte più tragica. Se questa crisi fosse avvenuta nel 1995, avremmo avuto delle scuse. All’epoca, l‘America aveva un monopolio tecnologico quasi totale. Ma oggi? Nel 2025? L’Europa trabocca di ingegneri, di scienziati, di ricercatori di prim’ordine. Abbiamo aziende, capitali, know-how. Abbiamo la capacità di costruire i nostri social network, i nostri sistemi cloud, i nostri microchip, i nostri campioni dell’intelligenza artificiale. Ma non lo facciamo. Perché ci manca la volontà politica.
Ci manca l’ambizione. Preferiamo lamentarci del dominio di Google, Amazon e Microsoft piuttosto che investire seriamente per creare delle alternative europee competitive. Abbiamo le armi per combattere una guerra per l’indipendenza digitale, ma preferiamo tenerle in cantina per paura di fare rumore.
Chiudere i Rubinetti o Annegare: L’Ultima Scelta che ci Resta
Quindi, cosa fare? Continuare a piangere, a protestare, a sperare che il “bullo” si calmi? O iniziare finalmente a comportarsi da adulti? L soluzione è una sola,bisogna combattere il bullo. Ma non adesso. Ora ci dobbiamo iscrivere in palestra. Dobbiamo mettere i muscoli. Ora ci tocca subire, ma dobbiamo crescere e poi gli facciamo un mazzo tanto.
Un’azione coordinata, a livello europeo. Smettere di dipendere da loro per ogni cosa. Creare un mercato digitale e tecnologico protetto. Investire massicciamente in campioni europei. Scegliere sistematicamente un’alternativa europea, anche se all’inizio è un po’ meno performante. È l’unica lingua che un impero in difficoltà capisce: quella del denaro che smette di arrivare.
Dobbiamo scegliere. O continuiamo a essere la mucca da mungere di un alleato che non ci considera più tale, o iniziamo a costruire la nostra fortezza. Perché i dazi di oggi sono solo l’inizio. E se non ci svegliamo adesso, ci prosciugheranno fino all’ultima goccia.
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