Errori tipici del geometra che usa l'IA per la prima volta

Caricare planimetrie reali, fidarsi di citazioni inventate, automatizzare il rapporto cliente. Vediamo i tre/quattro errori che ti fanno male all'inizio.

Di Super Squalo·2 min lettura

Geometra che scopre l'IA passa per fasi prevedibili: entusiasmo iniziale, errori da principiante, frustrazione, uso maturo. Ti riassumo gli errori più costosi, così te li risparmi.

Errore 1: caricare planimetrie con dati reali su ChatGPT consumer

"Tanto è solo una prova". No. Quel PDF contiene foglio, particella, indirizzo, nome cliente. Carichi su servizio extra-UE = trasferimento dati personali senza base giuridica = violazione GDPR.

Sanzione potenziale: fino al 4% del fatturato. Per uno studio piccolo, una frazione che fa molto male.

Soluzione: anonimizzare prima del caricamento (cancellare nome, codice fiscale, indirizzo, foglio/particella) o usare modelli locali (Ollama).

Errore 2: fidarsi delle citazioni normative dell'IA

"Ai sensi dell'art. 17 comma 4 lett. c-bis DPR 380/2001…". Sembra preciso, professionale. Spesso è inventato di sana pianta. L'IA allucina con sicurezza assurda.

Hai mai firmato CILA con riferimento normativo inesistente? Brutta storia se il SUE se ne accorge.

Soluzione: ogni riferimento normativo va verificato su Normattiva. Sempre. Niente eccezioni.

Errore 3: pensare che l'IA conosca le prassi del tuo Comune

"Mi spieghi come funziona la SCIA al Comune di Frascati?". L'IA non ha mai visto il regolamento edilizio di Frascati. Ti darà informazioni generiche o inventate sul tuo Comune.

Soluzione: per prassi locali, conta solo il regolamento edilizio in mano e la chiacchierata col tecnico SUE. L'IA è inutile qui.

Errore 4: automatizzare in modo freddo i rapporti con il cliente

"Bot WhatsApp che risponde al posto mio". Il cliente italiano del geometra vuole il rapporto umano. Lo sgama in 2 messaggi. Perdita di fiducia istantanea.

Soluzione: l'IA bozza, tu firmi e mandi. Mai automazione "totale".

Errore 5: usare la versione gratuita per cose serie

ChatGPT gratis = modello vecchio, contesto piccolo, qualità inferiore. Per uso professionale serve almeno Plus (20€/mese) o Claude Pro (20€/mese). Lesinare qui costa più di quello che risparmi.

Errore 6: non leggere mai a fondo l'output dell'IA

Generi relazione tecnica, copi-incolli, firmi. Tre giorni dopo il SUE ti boccia perché c'era riferimento a "art. 47 DPR 380" che non c'entra niente.

Soluzione: rileggi sempre. L'IA ti fa risparmiare tempo nella scrittura, non nella revisione.

Errore 7: pensare che l'IA capisca il PRG comunale

"Verifica se la mia opera è conforme al PRG di X". L'IA non ha letto il tuo PRG. Tira a indovinare o ti dà framework generico.

Soluzione: PRG, RUE, PSC li carichi tu in PDF (anonimizzati per quanto possibile, ma sono atti pubblici) e chiedi analisi mirata. Anche così, verifica.

Errore 8: non aggiornarsi sui modelli

I modelli evolvono. ChatGPT 4 di ieri non è ChatGPT 4 di oggi. Capacità nuove ogni 3-6 mesi. Se non aggiorni il tuo workflow, perdi vantaggi.

Errore 9: ignorare l'AI Act

Per uso professionale (perizie, valutazioni, decisioni tecniche con impatto su persone) l'AI Act classifica certi usi come ad alto rischio. Documenta come usi l'IA. È buona prassi e parte si sta aggiornando in normativa cogente.

Conclusione

Errori sono parte del percorso. Il punto è non ripeterli e non farli quando il rischio è alto. Privacy, citazioni e responsabilità tecnica non hanno scuse.

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