AI Act per geometri: cosa cambia davvero nelle pratiche edilizie

AI Act è il regolamento europeo sull'IA. Si applica anche al tuo studio? Sì, ma in modo proporzionato. Vediamo cosa devi davvero fare.

Di Super Squalo·2 min lettura··

L'AI Act (Regolamento UE 2024/1689) è il primo regolamento al mondo che disciplina l'uso dell'IA. Entra in vigore in fasi tra 2025 e 2027. Si applica a "deployer" (chi usa l'IA), non solo a chi la sviluppa.

Tu, geometra che usi ChatGPT/Claude per pratiche, sei deployer. Quindi sì, ti riguarda.

Categorie di rischio AI Act

  1. Rischio inaccettabile: vietate (social scoring, manipolazione subliminale, ecc.). Non ti riguarda.
  2. Alto rischio: regolato strettamente. Esempi: IA in selezione personale, in valutazioni creditizie, in dispositivi medici, in gestione infrastrutture critiche.
  3. Rischio limitato: trasparenza obbligatoria (es. far sapere che è IA).
  4. Rischio minimo: liberamente usabile (assistenti generativi per scrittura).

Dove cade l'attività del geometra

Uso "rischio minimo" tipico:

  • Scrivere bozza relazione tecnica con IA.
  • Riassumere normativa.
  • Preparare email o preventivo.

Uso che si avvicina ad "alto rischio" (con cautela):

  • Stime automatiche di valore immobile per banca (decisione su credito) — qui sì, lì può scattare.
  • Valutazioni che impattano direttamente diritti del cittadino.

Per la stragrande maggioranza dei tuoi usi, sei in zona "rischio minimo" o "limitato".

Obblighi pratici per il deployer

  1. Trasparenza: se output IA viene usato come parte di servizio al cliente, è opportuno (non sempre obbligatorio) dichiararlo.
  2. Supervisione umana: il professionista deve sempre verificare e firmare. Già la fai.
  3. Documentazione: prassi interne su come usi l'IA, eventuali checklist di verifica.
  4. Formazione: chi usa l'IA nello studio dovrebbe sapere cosa fa.

IA literacy

L'art. 4 dell'AI Act chiede "alfabetizzazione IA" sufficiente per chi usa l'IA in attività professionali. Significa: sapere come funziona, quali sono i limiti, come gestire output. Articoli come questo sono un pezzo della tua IA literacy.

Combinazione GDPR + AI Act

I due regolamenti dialogano. GDPR copre i dati personali. AI Act copre i sistemi IA. Quando usi IA su dati personali, devi rispettare entrambi.

Cosa fare oggi

  1. Aggiorna informativa privacy (vedi articolo dedicato).
  2. Documenta brevemente come usi l'IA: tool, finalità, controlli.
  3. Forma chi nello studio usa l'IA.
  4. Tieniti aggiornato sui chiarimenti dell'AGID e del Garante.

Conclusione

AI Act non è apocalisse, è cornice di regole. Per uno studio tecnico che usa l'IA in modo ragionevole, gli obblighi sono gestibili. Lo zelo eccessivo costa, ma il "fare finta di niente" anche.

Gruppo Telegram per discussioni AI Act applicate.

Domande frequenti

L'IA puo' fare un rilievo catastale?

Il rilievo strumentale resta del geometra. L'IA aiuta nell'elaborazione dei dati raccolti (point cloud, fotogrammetria), generazione automatica di planimetrie, verifica conformita' catastale. La responsabilita' dell'atto tecnico e' del professionista.

Quali tool IA per pratiche catastali nel 2026?

Plugin per CADline, Sister, Pregeo che integrano controllo automatico. Tool generalisti come ChatGPT per redazione relazioni tecniche. Verifica sempre con la normativa catastale aggiornata (Agenzia delle Entrate, circolari recenti).

L'IA sostituisce i software topografici?

No, li potenzia. I software topografici classici (Civil 3D, Topko, Meridiana) restano il core. L'IA aggiunge automazione su attivita' ripetitive (estrazione dati da pdf catastali, controllo coerenza formale, generazione bozze di relazione).

AI Act nelle pratiche edilizie: i tre punti da fissare subito

Per lo studio tecnico l'AI Act non è un problema astratto: tocca il gesto quotidiano di inserire planimetrie, visure e dati di clienti nei tool. Tre punti da fissare subito, prima che arrivino i controlli.

  • Classifica i tool che usi: un software che anonimizza i dati o gira in ambiente europeo ha un profilo di rischio diverso rispetto a un chatbot pubblico gratuito. Fai l'inventario di ciò che usi, con i link alle privacy policy.
  • Dati dei clienti: le planimetrie di un privato sono dati personali. Se il tool li usa per addestrare i propri modelli, il consenso del cliente va preso per iscritto: una clausola nell'incarico professionale risolve il problema alla radice.
  • Elaborati generati: i documenti prodotti con l'IA che finiscono in un fascicolo pratiche (comunicazioni, relazioni di accompagnamento) vanno verificati e firmati come qualsiasi altro elaborato. La firma digitale continua a valere quanto prima.

Mezza giornata di messa a ordine oggi evita il classico problema domani: trovarti a spiegare a un cliente dove sono finiti i suoi dati perché un tool gratuito li ha "imparati".

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