La disinformazione elettorale con IA è la versione 2024 di quella che si faceva con foto manipolate negli anni '90 e con bot dal 2010. Il salto è quantitativo: produzione industriale a costo zero.
Tecniche più usate:
- Deepfake video di candidati che dicono cose mai dette.
- Voice clone di leader in robocall o audio WhatsApp.
- Articoli falsi generati da LLM, distribuiti su siti che imitano testate vere.
- Foto di "eventi" mai avvenuti (manifestazioni, scandali).
- Bot networks che amplificano hashtag, simulano consenso popolare.
Particolarità italiana:
- Forte uso di Telegram e WhatsApp, dove la disinformazione si diffonde con meno filtri rispetto a Meta/X.
- Catene di sant'Antonio di anziani amplificano deepfake mai verificati.
- Pochi fact-checker rispetto al volume (Pagella Politica, Open, Facta sono i principali).
Casi italiani 2024:
- Audio falso di "Mattarella" dimissioni, circolato su Telegram primavera 2024.
- Video deepfake di vari leader politici durante le europee.
- Fake news automatizzate sulle ricostruzioni post-alluvioni Emilia-Romagna.
Strumenti per cittadini:
- EU vs Disinfo: portale ufficiale UE.
- Fact-checker italiani: Pagella Politica, Facta, Open Fact-checking, AGI Verify.
- Reverse image search: Google Images, TinEye per verificare foto.
- Rilevatori deepfake: imperfetti, ma utili come secondo controllo.
L'AI Act impone watermarking dei contenuti generati e trasparenza sui sistemi usati nelle campagne. Norme in vigore progressiva 2024-2026. Vediamo se vengono fatte rispettare davvero.