Il chatbot aziendale è un programmino che chiacchiera coi tuoi clienti al posto tuo (o di un operatore umano). Lo trovi sulla chatbox del sito che si apre in basso a destra, su WhatsApp Business, su Messenger, dentro Telegram. Anni fa erano alberi decisionali rigidi tipo "premi 1 per...", oggi quelli buoni usano LLM e capiscono il linguaggio naturale.
Tool reali sul mercato: Intercom Fin, Zendesk AI, Tidio, ManyChat, Drift, Ada, Voiceflow. Per chi smanetta: GPT API + custom UI, oppure Botpress, Rasa.
Cosa fa bene un chatbot moderno:
- Risponde a FAQ ripetitive 24/7 (orari, spedizioni, resi, prezzi).
- Qualifica lead prima di passarli al venditore umano.
- Prende prenotazioni, controlla stato ordine, fa upselling base.
- Smista ticket di supporto al reparto giusto.
Cosa fa male o non fa proprio:
- Casi complessi, lamentele incazzate, situazioni emotive: serve umano.
- Se non lo aggiorni con i tuoi documenti reali (RAG), inventa risposte sbagliate (allucinazioni).
- Privacy: ogni messaggio del cliente passa al fornitore. GDPR ti chiede informativa chiara.
Errore tipico: aziende installano un chatbot, mettono il banner "parla con la nostra IA!", non lo addestrano sul loro business, e il bot risponde generico o sbaglia. Risultato: clienti incazzati, immagine peggiorata. Se lo fai, fallo bene: addestralo sui tuoi PDF, listini, manuali, e mettici sempre l'opzione "parla con persona vera" in evidenza.
Costo realistico: da 30 al mese (Tidio base) a migliaia al mese per soluzioni enterprise. Il vero costo non è il software, è il tempo per configurarlo e mantenerlo aggiornato.