La sorveglianza con IA è il dossier politico-tecnologico del decennio. La discussione si gioca sul filo: ordine pubblico contro libertà civili.
Tecnologie principali:
- Riconoscimento facciale in tempo reale su telecamere stradali.
- Predictive policing: algoritmi che predicono dove avverranno crimini (PredPol, ecc.).
- Analisi comportamentale: rilevamento di "anomalie" nei movimenti di folla.
- OSINT automatizzata: scraping di social per profilare cittadini.
- Targa e auto: ANPR (Automatic Number Plate Recognition) ovunque.
Casi limite:
- Cina: oltre 540 milioni di telecamere, integrazione con social credit system, repressione minoranza uigura nello Xinjiang.
- UK: Londra è la città con più telecamere CCTV pro capite del mondo occidentale. Polizia Met testa riconoscimento facciale dal vivo dal 2020.
- USA: Clearview AI ha scrappato 50 miliardi di foto da social per database alle forze dell'ordine. Multato in Italia, UK, Canada.
- Italia: dibattito su SARI Real-Time bloccato dal Garante Privacy nel 2021. Riaperto con il dl Sicurezza 2024.
L'AI Act europeo (in vigore 2024-2026) classifica come "rischio inaccettabile":
- Riconoscimento facciale di massa in spazi pubblici (con eccezioni strette per terrorismo, persone scomparse, crimini gravi).
- Social scoring di stile cinese.
- Predictive policing su singoli individui.
Posizione da rompiscatole: la sorveglianza in mano a uno Stato democratico con contrappesi è un male minore. La stessa tecnologia in mano a uno Stato autoritario è un disastro umanitario. La differenza non è tecnologica, è politica. Per questo l'AI Act è importante: non per fermare la tecnologia, per definire dove non può andare.