Il revenge porn è la diffusione non consensuale di immagini intime. L'IA generativa ha aggiunto un nuovo capitolo: il deepfake porn, dove le immagini sono completamente generate.
Tipologie attuali:
- Revenge porn classico: foto/video reali condivisi senza consenso (ex partner, hacker).
- Deepfake porn: foto/video sintetici, volto reale, corpo generato.
- Nudify apps: app che "spogliano" foto di persone vestite. Centinaia disponibili, alcune con milioni di download.
- Sextortion: ricatto basato su materiale (vero o falso che sia).
Numeri:
- Sensity AI 2024: oltre il 95% dei deepfake online è pornografico, e il 99% di questi ha vittime donne.
- Casi italiani: liceo di Roma, liceo di Latina, casi diffusi in tutta Italia. Sotto-denunciati.
- Vittime celebrità: Taylor Swift (gennaio 2024), Giorgia Meloni (caso 2020 con Cassazione 2023), molte altre.
Quadro legale italiano:
- Art. 612-ter c.p. (introdotto Codice Rosso 2019): diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite.
- Pena: 1-6 anni + multa fino a 15.000 euro.
- Cassazione sentenza 2024: il deepfake porno è reato anche se "sintetico" e dichiarato come tale, perché il bene giuridico tutelato è la dignità della persona, non l'autenticità del materiale.
- Aggravanti se vittima minorenne, partner, su rete pubblica.
Cosa fare se sei vittima:
- Non rispondere a chi ricatta. Non pagare. Guadagnerà ancora.
- Salvare prove (screenshot, URL, account, timestamp).
- Denuncia Polizia Postale (commissariatodips.it).
- Segnalazione al Garante Privacy: c'è procedura accelerata "canale revenge porn" per rimozione preventiva.
- Richiesta rimozione alle piattaforme (le grandi hanno procedure dedicate).
- Servizio "Stop Non-Consensual Intimate Imagery" (NCII) per hash matching globale.
- Telefono Rosa, 1522, D.i.Re per supporto.
Verità importante: la vittima non ha colpe, mai. Aver mandato una foto a un partner di fiducia non è "stata ingenua". È stata tradita. Lo stigma sociale è il complice principale del reato.