L'IA recruiter è un sottoinsieme dell'IA nelle HR focalizzato sul reclutamento. Cerca candidati passivi, manda InMail personalizzati, prenota colloqui, valuta soft skill da video registrati. Sì, esiste anche l'IA che "intervista" il candidato. E sì, fa abbastanza schifo.
Tool veri:
- LinkedIn Recruiter AI: ricerca semantica candidati, suggerimenti, messaggi assistiti.
- HireVue: video-interview con analisi AI di parole, tono, espressioni.
- Paradox (Olivia): chatbot che fa screening e scheduling.
- SeekOut, hireEZ: sourcing AI di candidati.
- Mya, XOR: conversational AI per recruiting.
Cosa fa bene:
- Sourcing massivo: trova 200 profili in linea con la JD in 5 minuti.
- Outreach personalizzato a scala (che però funziona meno del previsto, vedi sotto).
- Scheduling automatico evitando il ping-pong email.
- Pre-screening di domande standard (esperienze, certificazioni).
Cosa fa male o non dovrebbe fare:
- Valutare espressioni facciali: HireVue è stata criticata pesantemente perché l'analisi facciale è pseudoscienza. In Illinois c'è una legge specifica.
- Bias di matching: se il modello pensa che "ingegnere = uomo bianco 30-45 anni", filtra fuori le donne e i senior.
- Messaggi tutti uguali: i candidati buoni ricevono 30 InMail AI a settimana, ignorano tutto.
- Mancanza di empatia: il candidato che chatta con un bot in un momento delicato (cambio lavoro) non ne esce con una buona impressione del brand.
Norma UE: AI Act mette i sistemi di recruiting tra quelli ad alto rischio. Devi documentare, monitorare, garantire diritti del candidato. Multe pesanti.
Verità Pasqualino: il recruiter umano serve. L'IA è un assistente che gli leva la rottura del sourcing e dello scheduling. Se la tua azienda "ha sostituito il recruiter con l'IA", perderà i candidati buoni.