L'IA nel marketing ormai è dappertutto. Non è una feature, è un'aspettativa. Dai tool che scrivono email automaticamente, ai motori di Meta e Google che ottimizzano le campagne da soli, fino ai sistemi di personalizzazione che mostrano contenuti diversi a ogni utente.
Tool reali e usati:
- HubSpot AI / Breeze: assistente che scrive email, post social, descrizioni prodotto.
- Mailchimp AI: oggetti email ottimizzati, segmentazione automatica, predizione churn.
- Klaviyo: predictive analytics e segmentazione AI per ecommerce.
- Meta Advantage+: campagne Facebook/Instagram a guida AI (decide pubblico, creatività, budget).
- Google Performance Max: stessa cosa lato Google.
- Jasper, Copy.ai, Writesonic: scrittura contenuti marketing.
Cosa fa davvero bene:
- Test A/B automatici su scala impossibile da fare a mano.
- Segmentazione dei clienti basata su comportamento reale.
- Personalizzazione email/landing in base al profilo utente.
- Ottimizzazione bid e budget pubblicitari in tempo reale.
Cosa NON fa bene (anche se te lo vendono così):
- Strategia: l'IA esegue, non decide. Se la strategia fa schifo, l'IA la esegue benissimo facendola fallire.
- Brand voice: i contenuti generati sono mediocri di default. Servono prompt fatti bene e revisione umana.
- Creatività: pattern già visti, raramente roba veramente nuova.
Contro pesanti: dipendenza dalle piattaforme (Meta e Google ti incanalano dove vogliono loro), scarsa trasparenza ("perché ha scelto quel pubblico? Boh"), costi che lievitano se non controlli, e la solita questione privacy: ogni dato cliente che immetti finisce nei modelli del fornitore.
Consiglio Pasqualino: usa l'IA per automatizzare le rotture di scatole (segmentazione, A/B, prima bozza testi). Mantieni il controllo umano su strategia, creatività vera, budget grossi.