Il cyberbullismo esiste dai primi MSN. L'IA generativa ha amplificato il fenomeno in tre modi: scala, qualità, anonimato.
Forme nuove:
- Deepfake umilianti: foto della compagna di classe in posizioni sessualmente esplicite, generate da IA.
- Voice clone: audio finti della vittima che dice cose imbarazzanti, diffusi su WhatsApp.
- Fake news mirate: storie inventate sulla vittima, con dettagli plausibili generati da LLM.
- Pile-on coordinato: bot e account multipli che amplificano in maniera artificiale.
- Doxxing automatizzato: aggregazione di dati personali da social, con IA che monta dossier.
Casi italiani 2024-2025:
- Liceo di Roma, primavera 2024: studenti maschi creano deepfake porno di compagne di scuola con app gratuite. Apertura indagine Procura, intervento Garante.
- Liceo di Latina, 2023: stesso schema, vittime minorenni, indagini per diffusione illecita di immagini.
- Casi in Veneto, Campania, Sicilia con dinamiche simili. Sotto-segnalato.
Quadro legale italiano:
- L. 71/2017 sul cyberbullismo, integrata 2024 con riferimento a contenuti deepfake.
- Art. 612-ter c.p.: revenge porn, applicabile anche al deepfake.
- Cassazione 2024: il deepfake porno è reato anche se "sintetico" e dichiarato come tale.
Cosa fare se la vittima è tuo figlio:
- Salvare prove (screenshot, link, ID account) prima di chiedere rimozione.
- Segnalazione alla piattaforma per rimozione contenuti.
- Denuncia Polizia Postale (anche online via commissariatodips.it).
- Contatto Telefono Azzurro 19696 per supporto.
- Coinvolgere la scuola: il dirigente scolastico ha obblighi di intervento.
- Supporto psicologico — il danno è reale anche se il contenuto è falso.
Da padre: vergognarsi non è la risposta. Parlare a casa di queste cose, prima che capitino, è la prevenzione vera. Anche con i maschi, soprattutto con i maschi.