Lunedì mattina alle 9. Ti scrive il cliente preoccupato: "Dottore, ho ricevuto la PEC dall'Agenzia, ho omesso una LIPE, mi hanno scritto una sanzione di 250 euro, è giusta?". Tu hai 20 cose in coda, apri ChatGPT, digiti: "qual è la sanzione per omessa LIPE". L'IA risponde sicura: "L'omessa presentazione della LIPE è sanzionata ai sensi dell'art. 11, comma 2-ter del D.Lgs. 471/1997, con sanzione amministrativa da 500 a 2000 euro".
Bella risposta. Citata. Articolata. Sembra giusta. C'è solo un problema: il comma 2-ter dell'art. 11 D.Lgs. 471/1997, nel testo citato, non esiste in quei termini. L'IA ha mescolato due fonti, inventato un comma, costruito una risposta che sembra perfetta ma è sbagliata. E tu l'avresti riferita al cliente, sicuro.
Ti racconto i 5 casi che ho raccolto in giro per studi italiani in questi mesi. Tutti reali, anonimizzati.
Cos'è un'allucinazione IA
Quando un modello come ChatGPT, Claude o Gemini non sa la risposta, NON dice "non lo so". Genera la risposta più plausibile statisticamente sulla base del training. Su domande di cultura generale a volte va bene. Su normativa fiscale italiana specifica, dove servono numeri esatti di articoli, commi, importi, date, sbaglia spesso. E sbaglia in modo convincente, con tono sicuro, con citazioni dettagliate. Il problema più grosso è proprio la sicurezza con cui sbaglia.
Vedi la definizione tecnica di hallucination.
Caso 1: la sanzione LIPE inventata
Chiesto a ChatGPT 4: "sanzione per omessa Comunicazione Liquidazione Periodica IVA". Risposta: "art. 11, comma 2-ter D.Lgs. 471/1997, sanzione da 500 a 2000 euro". Verificato: la sanzione esiste, ma il riferimento normativo esatto e gli importi corretti sono diversi (sanzione di 500 euro per ogni LIPE omessa, ridotta a 250 se presentata entro 15 giorni dalla scadenza, riferimento normativo specifico). L'IA ha mescolato tutto, costruito un riferimento credibile, sparato cifre vicine al vero ma sbagliate.
Caso 2: l'articolo del TUIR che non c'è
Un collega ha chiesto: "come si calcola la plusvalenza su cessione di partecipazioni qualificate per privato 2025?". Risposta IA: "ai sensi dell'art. 68, comma 6-bis del TUIR, la plusvalenza concorre alla formazione del reddito imponibile per il 26% del suo ammontare". Verifica: la sostanza è in parte corretta (tassazione al 26%), ma il comma 6-bis citato per la regola riportata non esiste in quei termini. L'IA ha agglutinato regole vecchie (prima del 2018 le qualificate erano tassate per il 49,72%) e nuove (oggi tassazione sostitutiva 26%), costruito un riferimento plausibile, inventato.
Caso 3: la scadenza che era cambiata
Chiesto: "scadenza dichiarazione redditi soggetti IRES con esercizio coincidente con anno solare". L'IA risponde con la scadenza vecchia (settembre dell'anno successivo), senza menzionare le modifiche introdotte da decreti più recenti che hanno spostato/modificato i termini. La data fornita era obsoleta di 2 anni, perché il training cutoff del modello era anteriore. Il collega l'ha usata in una pianificazione cliente, poi è dovuto correre ai ripari.
Caso 4: la circolare fantasma
Chiesto a Claude: "riferimenti dell'Agenzia delle Entrate sul regime forfettario per chi ha avuto rapporti di lavoro dipendente nei due anni precedenti". Risposta: "Si veda circolare 9/E del 2019, paragrafo 2.3.2, e successiva risoluzione 49/E del 2020". Verifica: la circolare 9/E del 2019 esiste, ma il paragrafo 2.3.2 ha contenuto diverso da quello citato. La risoluzione 49/E del 2020 non tratta il tema indicato. Mix di fonti vere usate male per costruire una pseudo-citazione autorevole.
Caso 5: la sentenza inventata
Per un contenzioso, un collega chiede a Gemini: "sentenze Cassazione su detraibilità IVA per autoveicoli a uso promiscuo". L'IA fornisce 4 numeri di sentenza con anno e relatore. Verifica: 2 sentenze esistono ma trattano altri argomenti, 2 numeri non corrispondono a nessuna sentenza registrata in CED Cassazione. Pura invenzione, con dettagli (numero, anno, relatore) costruiti per sembrare reali. Cosa grave: se il collega avesse depositato la memoria in commissione tributaria citando sentenze inesistenti, sarebbe stata figura pessima e potenziale problema deontologico.
Perché succede (la spiegazione tecnica breve)
I modelli linguistici generano testo prevedendo la parola statisticamente più probabile dopo le precedenti. Non hanno un database giuridico verificato dentro. Su domande con numeri specifici (articoli, commi, importi, date), tendono a produrre output plausibili ma non verificati. Quando l'addestramento ha visto tante volte "art. X, comma Y, D.Lgs. NNN/anno", impara la struttura senza memorizzare i contenuti esatti.
Inoltre il training data ha una data di cutoff: novità normative successive l'IA non le conosce o le mescola con le vecchie. E le interpretazioni dottrinali o giurisprudenziali variano nel tempo, l'IA non sempre coglie l'orientamento attuale.
Come evitare le allucinazioni: 4 regole pratiche
- Non chiedere mai numeri di articolo, comma, sanzione esatti. Chiedi spiegazioni concettuali, poi verifica tu i riferimenti su fonti ufficiali (sito Agenzia Entrate, normattiva.it, banche dati professionali).
- Usa sistemi con RAG su fonti verificate. Se vuoi un assistente normativo serio, scegli soluzioni professionali che leggono in tempo reale codici, leggi, circolari (Eutekne, FiscoOnline, NT Plus Fisco, soluzioni IA con banche dati certificate).
- Chiedi all'IA di citare le fonti. Se cita, verifichi. Se non cita, doppio sospetto. Se cita con troppa precisione (numero sentenza + relatore + anno), triplo sospetto.
- Mai usare risposta IA in consulenza al cliente senza verifica. Anche se sembra perfetta. Soprattutto se sembra perfetta.
Il prompt difensivo
Sei un assistente per commercialista italiano. Ti farò una domanda di normativa fiscale. Regole assolute: 1) NON inventare riferimenti normativi (articoli, commi, decreti, circolari, risoluzioni). 2) Se non sei sicuro di un numero, scrivi esplicitamente "riferimento da verificare su fonte ufficiale". 3) Distingui tra contenuto concettuale (in cui puoi spiegare) e contenuto puntuale (numeri, date, importi: solo se certo). 4) Indica sempre la data di tuo aggiornamento e ricorda che la normativa fiscale italiana cambia spesso. 5) Se la domanda riguarda contenzioso e mi chiedi sentenze, di' esplicitamente che non posso garantire l'esistenza e l'accuratezza dei riferimenti. Domanda: [INSERISCI LA TUA]
Non elimina il rischio al 100%, ma riduce la sicurezza fasulla nelle risposte e ti mette in guardia.
Deontologia: la firma è tua
Codice Deontologico CNDCEC: principio di diligenza, indipendenza e competenza. Se firmi una consulenza basata su norma inventata dall'IA, la responsabilità è tua. "Me lo aveva detto ChatGPT" non è una difesa né davanti al cliente, né davanti al Consiglio dell'Ordine, né davanti a un giudice tributario.
La Carta Doveri e Diritti dell'Iscritto richiama l'obbligo di formazione continua e aggiornamento. L'IA non sostituisce questo dovere, lo affianca semmai come ausilio. Ma la conoscenza normativa è dovere personale del professionista.
Vedi anche cosa NON fare con l'IA nello studio.
Domande frequenti
Gemini con Google Search è meglio?
Riduce le allucinazioni perché cita fonti reali dal web. Ma cita anche fonti italiane di dubbia qualità (blog, forum, vecchi articoli non aggiornati), e a volte mescola fonti italiane e di altri paesi. Verifica sempre, e privilegia fonti ufficiali.
Perplexity AI è affidabile per normativa?
Migliore di ChatGPT generico perché ricerca e cita fonti web. Ma anch'esso può citare interpretazioni errate o vecchie. Buono come punto di partenza per orientarsi, mai come fonte finale per una consulenza firmata.
Esistono IA specifiche per fisco italiano?
Sì, alcune banche dati professionali italiane (Eutekne, FiscoOnline, NT Plus) hanno integrato assistenti IA su loro contenuti verificati. Costo annuale significativo (da 800 a 2500 euro) ma molto più affidabili per la pratica professionale rispetto a chatbot generalisti.
La regola d'oro
L'IA generalista va bene per spiegazioni concettuali, brainstorming, draft di documenti. Per riferimenti normativi precisi, sanzioni, scadenze, sentenze, NON ti fidi. Mai. Punto e basta. La verifica su fonte ufficiale è sempre tuo dovere.
Sul canale Squalogruppo raccolgo casi di allucinazione segnalati da colleghi. Mandami i tuoi, costruiamo un database utile a tutti per evitare scivoloni.