Documento CNF sull'IA: cosa devi rispettare per davvero

Il CNF ha pubblicato un documento sull'IA in studio. Lo leggi, ti viene il mal di testa, lo metti via. Te lo traduco in italiano normale, articolo per articolo, con i NO assoluti e le cose che puoi fare tranquillo.

Di Super Squalo·6 min lettura
Nota. Disclaimer rapido: l'IA cambia in fretta, le guide invecchiano in fretta. Faccio il possibile per aggiornarle, ma se leggi a distanza di tempo verifica due volte i dettagli più tecnici. Per dubbi, contattami.

Sono le 19 di un giovedi', stai chiudendo lo studio, ti arriva sulla pec una circolare del CNF intitolata "Indirizzi sull'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale nell'esercizio della professione forense". 23 pagine. Tu hai due figli da andare a prendere a calcio. La salvi sul desktop con il nome "leggere.pdf" e non la apri piu'. Tranquillo, c'e' il rompiscatole che lo legge per te.

Le quattro regole d'oro del CNF

Riassumo le 23 pagine in quattro principi che il documento ripete in mille modi diversi:

1. Centralita' dell'avvocato

L'IA e' uno strumento, non un sostituto. La decisione, la strategia, la firma sono tue. Tradotto: puoi farti scrivere bozze di atti, ricerche giurisprudenziali, riassunti. Non puoi mandare in udienza il LLM al posto tuo (e nemmeno far decidere all'IA quale tesi sostenere).

2. Verifica e supervisione umana

Ogni output IA deve essere controllato e validato da te prima di finire in un atto. Il documento e' chiarissimo: zero scuse del tipo "ma l'ha generato il modello". Se firmi, e' tuo. Anche le allucinazioni.

3. Riservatezza assoluta

Richiamo diretto all'art. 28 del codice deontologico e all'art. 622 cp. I dati del cliente non possono essere immessi in sistemi che non garantiscono confidenzialita'. Punto. Il CNF non lo dice esplicitamente, ma ChatGPT free, Gemini consumer e Claude consumer non rispettano questo requisito di default.

4. Trasparenza con il cliente

Devi inserire nel mandato (o in informativa separata) menzione dell'eventuale utilizzo di sistemi IA, soprattutto se trattano dati personali. Non e' obbligatorio dire "ho usato Claude per riassumere il fascicolo", e' obbligatorio dire "potrei utilizzare strumenti IA conformi GDPR per attivita' di supporto".

I tre NO assoluti che il documento ti impone

  • NO a IA che decidono. Mai usare modelli per valutare automaticamente le possibilita' di vittoria di una causa e basarci la consulenza al cliente. Sei tu il professionista.
  • NO a dati clienti su servizi non compliant. Servizi gratuiti consumer (lo ripeto fino allo sfinimento) non sono compliant.
  • NO a citazione di fonti senza verifica. Se l'IA ti cita Cass. n. 12345/2023 sezione II, prima di mettere quel numero in atto, lo cerchi su DeJure, CED Cassazione o Italgiure. Sempre.

Le cose che puoi fare tranquillo (e che il CNF approva)

  • Far riassumere fascicoli anonimizzati per cogliere il quadro velocemente
  • Generare bozze di lettere standard (sollecito pagamento, costituzione in mora)
  • Tradurre documenti da/verso lingue straniere
  • Ricerca giurisprudenziale di primo livello (poi verifichi su banche dati)
  • Trascrizione automatica di registrazioni di colloqui (con consenso)
  • Generazione di indici per fascicoli voluminosi

Tre cose pratiche da fare entro 30 giorni

Se non vuoi finire nei guai con il consiglio disciplinare, fai questi tre passaggi entro un mese:

  • Aggiorna il mandato professionale con clausola sull'uso di strumenti IA conformi.
  • Aggiorna l'informativa privacy ex art. 13 GDPR menzionando i trattamenti automatizzati.
  • Tieni un registro (anche un foglio Google) degli usi IA: data, pratica, sistema usato, output, tua verifica. Se ti contestano qualcosa, hai la prova della diligenza.

Il documento del CNF non e' un limite, e' una protezione. Seguito alla lettera ti mette al riparo da contestazioni. Ignorato, ti espone. Scegli tu.

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