ChatGPT con dati clienti? Disciplinare in 15 secondi: ecco perché

Incollare la memoria difensiva con i nomi reali su ChatGPT free per "farsela rivedere" non e una zona grigia: e una zona rossa. Sanzione disciplinare possibile in 15 secondi di copia-incolla. Ecco perche e cosa fare al posto.

Di Super Squalo·5 min lettura
Nota. Una premessa: l'IA cambia ogni mese. Quello che leggi qui è giusto al momento in cui scrivo, ma fra sei mesi qualche pezzo potrebbe essere già superato. Ci provo a tenerlo aggiornato, ma se hai un dubbio mandami un messaggio.

Sono le ventidue e mezza di sabato sera. Stai chiudendo la memoria di replica per lunedì. Hai un dubbio su come è formulato un passaggio. Selezioni tre paragrafi, copi, apri ChatGPT versione gratis — quella che usi sempre — incolli e scrivi "rendi questo più efficace dal punto di vista argomentativo". In quei tre paragrafi c'è il nome del cliente, due importi, il numero di ruolo, e il nome della controparte.

Ti sei appena sparato bellamente in un piede, e ancora non lo sai bene.

Il pasticcio in cui sei finito in quindici secondi

Il segreto professionale non è una formula da congresso. È una regola precisa del Codice deontologico forense, e il Consiglio Nazionale Forense ha già fatto procedimenti per uso improprio di strumenti digitali. Quando incolli la memoria su ChatGPT free, OpenAI riceve quei dati e li usa per migliorare il modello. Sta scritto nelle loro condizioni, non è un'opinione di parte.

Quindi: il nome del tuo cliente, gli importi della causa, il numero di ruolo finiscono su server americani. Tradotto: terza parte non autorizzata. Senza il consenso del cliente, senza informativa al cliente, senza base giuridica. Non puoi farlo, e basta.

Sul piano privacy il Garante nel 2023 ha bloccato ChatGPT per giorni proprio per come gestiva i dati personali degli utenti. OpenAI ha pagato 15 milioni a dicembre 2024. Sul piano deontologico, basta una segnalazione del cliente — magari arrivata dopo una lite per la parcella — e parte il procedimento davanti al Consiglio dell'Ordine. Sospensione, censura, in casi gravi anche di più.

Cosa NON puoi fare

Non puoi incollare memorie, atti o sentenze con dati identificativi del cliente su ChatGPT, Gemini o Copilot in versione gratuita. Lo stesso vale per le versioni a pagamento se non hai disabilitato l'addestramento sui tuoi dati.

Non puoi giustificarti dicendo "ho cambiato il nome". Se restano l'importo, il numero di ruolo, l'azienda di controparte, o qualsiasi combinazione che identifichi il cliente, sei punto e a capo.

Non puoi usare ChatGPT come ghostwriter di una memoria senza poi controllare ogni citazione e ogni riferimento normativo. Le "sentenze inventate" sono ormai una piaga.

Non puoi trattare l'IA come fosse un collega di studio: il collega ha il segreto professionale, ChatGPT no.

Cosa invece puoi fare bene

Prima cosa: anonimizza tutto prima di toccare l'IA. Cliente diventa "Tizio", controparte "Caio", importi diventano "X euro", il giudice "il magistrato". Cinque minuti di pulizia ti salvano la carriera.

Seconda cosa: per cose tecniche pure ChatGPT va benissimo. Confronto fra norme, riassunto di una sentenza pubblica già su Italgiure, ricerca di sinonimi giuridici. Lì non c'è nulla di riservato.

Terza cosa: per la memoria vera, quella col cliente vivo, ti serve uno strumento che gira in casa, su un server tuo, in Europa. I prompt non escono dallo studio. Non lo vede né OpenAI né Google né nessun altro. È l'unica strada seria per chi tratta cause delicate ogni giorno.

Quarta cosa: l'output va sempre riletto. L'IA è uno stagista veloce, non un avvocato. Le citazioni di legge le verifichi su Normattiva, le sentenze su Italgiure o Foro Italiano. Se non lo fai e firmi, la responsabilità del contenuto è tua.

I paletti che non si toccano

Niente dati identificativi su servizi consumer, mai. Anonimizzazione prima del prompt, sempre. Output verificato sentenza per sentenza, sempre. Informativa al cliente che dichiari l'uso di strumenti di IA come ausilio nella redazione: una riga nel mandato, fatta bene.

E un appunto sulle versioni "Enterprise" o "Team" dei vari ChatGPT: dichiarano di non addestrare sui tuoi dati. Bene, ma resta il problema del trasferimento extra-UE e della riservatezza professionale verso un provider americano. Per il segreto forense la stretta legale è quella del Codice deontologico, non delle clausole contrattuali del fornitore.

Una nota personale

Io monto sistemi IA privati per studi legali. Niente cloud americano, server in Europa, prompt che non escono mai. Non vendo corsi, non vendo abbonamenti, non vendo formule magiche. Se ti gira la testa fra deontologia, GDPR e ChatGPT, sul gruppo Telegram di Super Squalo (t.me/Squalogruppo) si parla di queste cose ogni giorno, e si risponde gratis.

La memoria del sabato sera, intanto, riaprila. Stavolta col cliente al sicuro.

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