Di tutti gli adempimenti dell'AI Act, questo è il più facile e il più ignorato. Dal 2 agosto 2026 chi mette a disposizione un sistema di IA che interagisce direttamente con le persone deve fare in modo che quelle persone sappiano di avere davanti una macchina.
Costo dell'adempimento: una frase. Sanzione per la violazione: fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale. Non serve un master in analisi costi-benefici.
Cosa dice esattamente l'articolo 50
I sistemi destinati a interagire direttamente con persone fisiche vanno progettati e sviluppati in modo che gli interessati siano informati di stare interagendo con un sistema di IA, a meno che ciò non sia già evidente dal punto di vista di una persona ragionevolmente informata, attenta e avveduta, tenendo conto delle circostanze e del contesto.
Quella clausola finale — "salvo sia evidente dal contesto" — è la porta da cui passano in tanti. Ed è più stretta di quanto sembri: evidente non vuol dire "l'ho scritto nella privacy policy a pagina quattro".
Come si scrive la frase
Le regole sono tre: prima dell'interazione, in linguaggio comprensibile, in posizione visibile.
Un esempio che funziona: "Assistente virtuale automatico. Le risposte sono generate da un sistema di intelligenza artificiale e possono contenere errori. Per parlare con un operatore, scrivi OPERATORE."
Ci sono tre cose dentro. La natura del sistema, il limite, la via d'uscita verso un umano. L'ultima l'AI Act non la impone in questi termini, ma è quella che ti evita i reclami e che le autorità di consumo guardano con attenzione.
Da evitare: dare al bot un nome umano senza qualificarlo. "Ciao, sono Giulia, come posso aiutarti?" con l'avatar di una ragazza sorridente non è trasparenza, è il contrario. Se proprio vuoi chiamarlo Giulia, scrivi "Giulia, assistente virtuale".
Dove va messa
Nel primo messaggio della conversazione, non nel footer del sito. Se è un widget, anche nell'intestazione del widget, così resta visibile mentre si scorre. Se è un risponditore telefonico, va detta a voce all'inizio della chiamata. Se è un assistente dentro un'app, va nella schermata dove parte la conversazione.
Se lo stesso canale a volte è gestito dal bot e a volte da una persona — il caso della chat che passa all'operatore — serve che il passaggio sia dichiarato in entrambe le direzioni. Il cliente deve sapere in ogni momento con chi sta parlando.
Quando l'obbligo non si applica
Quando la natura artificiale è oggettivamente evidente dal contesto: pensa a un demo di un prodotto IA su un sito che vende IA, dove tutta la pagina parla di quello. Ma attenzione, il criterio è oggettivo, non soggettivo: non è "i miei clienti lo sanno", è "una persona ragionevolmente attenta lo capirebbe".
C'è poi l'eccezione per i sistemi autorizzati dalla legge per accertare, prevenire, indagare o perseguire reati. Non riguarda il tuo e-commerce.
Non è un'esenzione, invece, il fatto che il servizio sia gratuito, che l'azienda sia piccola, o che il bot risponda solo su orari e listini. L'obbligo guarda l'interazione, non il fatturato.
Gli errori che vedo più spesso
La dichiarazione messa solo nella privacy policy: non conta, perché non è prima dell'interazione. La dichiarazione scritta in grigio chiaro su bianco a corpo 9: formalmente c'è, sostanzialmente no. Il bot che, se gli chiedi "sei un umano?", risponde in modo evasivo: questo è il più grave, perché è una condotta attiva di occultamento.
E poi il classico italiano: il widget preso da un fornitore estero, mai tradotto e mai adattato, che dichiara qualcosa in inglese in una schermata secondaria. Il tuo cliente è italiano e la responsabilità del deployment è tua.
Una nota personale
Io di mestiere costruisco sistemi IA privati per studi professionali e piccole imprese italiane. Non vendo corsi e non vendo pacchetti di conformità da 4.000 euro con la copertina lucida. I regolamenti li leggo perché mi tocca, e li racconto come li ho capiti. Se hai una domanda, sul gruppo Telegram di Super Squalo (t.me/Squalogruppo) si discute di questa roba ogni giorno, e si risponde gratis.
Una frase. Mezz'ora di lavoro. È l'adempimento con il miglior rapporto fatica-rischio dell'intero regolamento: non lasciarlo lì.
Domande frequenti
Vale anche per i risponditori telefonici automatici?
Sì, se il sistema interagisce direttamente con la persona ed è basato su IA. La dichiarazione va data a voce all'inizio della chiamata, in modo comprensibile.
Basta scriverlo nei termini di servizio?
No. L'informazione deve essere data prima o al momento dell'interazione, non sepolta in un documento contrattuale che nessuno apre.
Se il chatbot passa la conversazione a un operatore umano devo dirlo?
L'obbligo riguarda l'interazione con il sistema di IA, ma dichiarare il passaggio in entrambe le direzioni è la prassi corretta e riduce il rischio di contestazioni sulla trasparenza complessiva del servizio.