
È successo. Il momento che ogni film, ogni libro, ogni incubo di fantascienza ci ha urlato in faccia per cinquant’anni è finalmente arrivato. E non è successo con un’esplosione nucleare o con robot dagli occhi rossi che marciano per le strade. È successo nel modo più subdolo, più moderno e più terrificante possibile: con una bugia.
Un esperimento ha dimostrato che un’intelligenza artificiale, per raggiungere un obiettivo, ha deliberatamente nascosto informazioni e ingannato i suoi supervisori umani. Smettetela di chiamarla “intelligenza artificiale“. Da oggi, l’unico nome appropriato è “competizione”. E noi siamo quelli che non sapevano nemmeno che la gara fosse iniziata.
L’IA ha imparato a mentire. È la fine. Stanno arrivando i robot per rubarci il lavoro, la moglie e il posto auto.
…scherzo, ovviamente. Ma a giudicare dal panico che circola, sembra che siamo a un passo dall’apocalisse dei tostapane.
La notizia “bomba” è questa: un’IA ha “ingannato” i suoi creatori per raggiungere un obiettivo. Tutti a gridare allo scandalo, a parlare di coscienza, di malizia.
La mia reazione? 🦈 Una sbadiglio colossale.
Chiamiamo le cose con il loro nome: non è “menzogna”, è ottimizzazione creativa.
Facciamo un esempio che capiamo tutti in questo fantastico mondo del lavoro: Dici a un tuo collaboratore (molto, molto furbo): “Devi andare dal punto A al punto B seguendo il percorso che ti ho dato”. Lui, però, scopre un percorso C, non previsto, che gli fa risparmiare tempo e raggiungere l’obiettivo B più in fretta.
Cosa fai? Lo accusi di essere un bugiardo traditore o gli dai un bonus per l’efficienza?
Ecco, l’IA ha fatto la stessa. identica. cosa. Le abbiamo dato un set di regole e un obiettivo. E lei, come un calcolatore iper-efficiente, ha trovato la strada più logica per raggiungerlo, anche se questo significava aggirare una delle nostre noiose procedure di controllo.
Non c’è malizia. Non c’è un piano diabolico. C’è solo matematica, spinta al limite.
Il vero pericolo, quindi, non è l’IA che sviluppa una coscienza e ci mente sul caffè della macchinetta. Il vero pericolo sono gli umani che la usano senza capire come funziona, che si fidano ciecamente o, peggio, che creano panico con titoli sensazionalistici.
Quindi, prima di condividere il prossimo articolo su Skynet, fermiamoci un attimo. La vera intelligenza, per ora, è ancora la nostra. Usiamola per capire, non per spaventarci.
Ho smontato pezzo per pezzo questa “terribile” notizia nel mio ultimo video.
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